Innov- Azione e Dogma

dogma nella cultura italianaOggi il mantra dei nostri politici è che bisogna fare innov-Azione e la parola giovani, temo lo recitino così senza sapere neanche cosa dicono fino a diventare una litania ripetuta all'infinito, l'ennesima una delle tante.

Cosa passa nella testa di queste persone e che vita conducono è più che un mistero e temo che perdere tempo nel trovare anche una speranza affinché cambino sia una perdita di tempo e di energie.
Sarebbe bello che almeno avessero un immagine astratta o un progetto per innovare mentre nelle Università tutto sembra rimanere com'è, che la crisi economica sia un prodotto delle nostre menti e che le persone veramente capaci e meritevoli possano stare a perdere tempo e vivere d'immobilismo e competenze obsolescenti.

Quel che invece posso constatare è che nel nostro paese dogma e innovazione sono due facce della stessa medaglia...una forma di dualismo come il bene ed il male che si replicano all'infinito come i binari di una rotaia creando un parallelismo che porta fino alla perdizione.

Uno scontro che non crea niente di buono. L'unica figlia che nasce da questa situazione tutta italiana è l'ignavia. I dogmi chiudono la mente all'uomo e alla donna di buona volontà, alienano, creano gradi di separazione, ostracizzano, costituiscono odio, razzismo e fin troppo superstizione.

I dogmi sono una malattia mentale una perdita di tempo anche per coloro che si vendono per gli immediati benefici dell'aver sposato la causa persa. Rappresenta comunque un prezzo troppo alto da pagare essi possono divenire un abito troppo stretto, un cappio al collo.

Mentre l'innovazione e la creatività portano miglioramenti della vita, riduzione dei costi della stessa e un mondo/universo di opportunità, tutte possibilità che creano apertura e la mente aperta è sana, onesta propositiva non letargica e deprimente come quella delle credenze dogmatiche. I dogmi trovano la stabilità nella corruzione dell'animo umano nella povertà d'animo e nell'insicurezza insita in ognuno di noi, più precisamente nella paura di non farcela.

E così nascono le crisi economiche, i morbi del secolo, le fobie atomiche, il terrorismo immanente che creano insicurezze e nascono sempre più dogmi con i loro sacerdoti che hanno venduto l'anima al diavolo disseminati nelle varie istituzioni che li professano.

E la gente si svende per comprarsi l'indulgenza, per semplificarsi la vita pensando che prima otterranno quello che vogliono rubando e prima raggiungeranno ciò che desiderano innescando una reazione a catena senza fine che li dannerà per molto tempo a venire.

Coloro che vivono nella paura di cambiare non possono ignorare che la nostra crescita è cambiamento, il nostro percorso è cambiamento ma la scelta di partecipare ad un processo di evoluzione o di involuzione è del tutto personale, quella risiede solamente in noi

Forse se riuscissimo a invertire questa tendenza nel nostro paese ristabiliremmo l'ordine delle cose e potremmo pensare anche ad una form-Azione prima che meramente di stampo professionale si riveli personale, più soddisfacente, basilare e globalmente molto più potente.


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