Strategie Formative : Riduzione della Complessità

Molte volte la riduzione della complessità se mal eseguita nelle dinamiche e strategie istruttive di addestramento ed educative viene confusa erroneamente con la banalizzazione concettuale; assai più spesso il senso comune la vede proprio secondo quest'ultima prospettiva non certo corretta.

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In realtà semplificare, perdonatemi il gioco di parole non è affatto facile anzi consta a chi si applica in questo senso un lavoro ben più impegnativo e faticoso rispetto a chi esplica il proprio modo di riflettere senza alcun filtro; inoltre comporta l'applicazione di capacità che solo un'attività riflessiva profonda e complessa può conseguire e possedere la quale già di per se' rappresenta un aspetto peculiare che compie una certa selezione di fatto.

Tuttavia essa comporta quasi sempre una sintesi che dal punto di vista estetico rappresenta un impoverimento visivo il ché già giustifica perché sia una virtù così poca amata e praticata.

Ancor oggi non è difficile imbattersi in qualche tutore della conoscenza che apprezzi sempre di più la quantità rispetto alla qualità e che sicuramente non è certo un professionista che si applica nel ricercare nello svolgimento della propria mansione la semplicità o che forse proprio non ne è capace...per lo meno sino a prova contraria.

Fosse mai che in poco tempo gli studenti/discenti fossero facilitati cosicché da apprendere con interesse e passione; temo che il rapporto delle ore trascorse a seguire logorroiche lezioni sia commisurato all'incapacità di chi le insegna, dopotutto, se colui che apprende non avverte il peso della conoscenza potrebbe raccontare d'essere stato in vacanza infangando così fior fiore di reputazioni.

Eppure il docente dovrebbe fungere da aiutante per facilitare l'apprendimento favorendo l'applicazione delle conoscenze de-contestualizzate e perciò reiterandole attraverso le modalità più opportune; ecco perché la riduzione della complessità dovrebbe essere un bene necessario e non una modalità didattica per studenti poco svegli.

Nella formazione che altro non è che una modalità più fine di comunicazione in quanto carica di strategie didattiche-istruttive-addestrative ed educative vale lo stesso principio di quando si esplicita un concetto ad un interlocutore che nell'atto comunicativo è sottoposto ad un notevole carico cognitivo il quale in virtù delle criticità che esso comporta come la dispersione si merita la migliore forma espositiva e concettuale possibile.

Ragion per cui un Formatore-Docente in virtù della capacità di manipolare queste metodologie e metodiche si dovrebbe distinguere rispetto ad altri professionisti di settore dediti all'instructional design.

Anche chiunque sia portatore di conoscenza ed intende tramandarla-erogarla qualunque fossero le dinamiche didattiche che intende applicare comprese le banali interazioni-erogazioni anche passivanti deve passare attraverso almeno una fase in cui riflettere su quest'aspetto della Formazione.

Ciò non toglie che esistano coloro che possedendo una forma mentis di questo genere risultino essere chiari ed efficaci nell'esposizione concettuale a prescindere dal lavoro svolto sull'elaborazione dei contenuti, dei modelli e degli schemi mentali-concettuali e perciò siano istintivamente dei talenti naturali.

Invece è importante capire che non vi sono limiti alla scrematura concettuale e della conseguente semplificazione che ne può derivare; diciamo che il collo dell'imbuto attraverso cui passano i concetti può divenire sempre più fine.

Dopotutto una progressiva atomizzazione e revisione sempre più capillare è comunque una garanzia di pulizia tecnica ed efficacia teorica; nonché, un'ulteriore attività di riflessione utile al Formatore-Docente per la realizzazione di prodotti formativi che aspirano ad un incremento di qualità nel tempo.

Perciò la pratica della semplificazione comporta l'uso di una particolare forma mentis o di un'attenta analisi riflessiva tesa a ridurre sia le criticità dell'essere esposti alla fenomenologia tipica delle dinamiche di erogazione della conoscenza a prescindere dal media usato che sia esso testuale, e-book digitale, lezione frontale,ecc. che a rendere l'apprendimento alleggerito al punto tale da consentire il più possibile l'impiego esclusivo a sua volta delle capacità riflessive dei discenti; i quali potranno, così focalizzarsi sugli aspetti più importanti anziché quelli marginali delle dinamiche istruttive come per esempio il trasferire la conoscenza in altri contesti ed il reiterare pena altrimenti il non prosieguo del processo in atto e finire così per non cogliere il vero aspetto della conoscenza.

Una tutt'altro che sottile differenza, perciò.....; la quale, è capace di trasformare un processo che anziché costringere a perdere tempo dietro al lavoro che, altrimenti, avrebbe dovuto realizzare il progettista della formazione consente di concentrarsi su ciò che vi è di più importante da fare ai fini dell'apprendimento; cui, per essere degno di nota non può mancare dell'aspetto pragmatico anche se solo ad un mero livello teorico e di confermarsi all'insegna della immediata spendibilità.

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