Il mio blog è come il frigo di casa mia

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La metafora del frigorifero mi è venuta in mente stamattina ricordando i discorsi che sentivo fare da mio padre e colleghi in merito al cambiamento di vita succedutosi in seguito al pensionamento in cui uno di loro precisamente con tono lamentoso ma ironico diceva che stando sempre a casa e più spesso rispetto a prima da lavoratore fosse continuamente tentato di saccheggiare appunto il frigo.

Oltre ad essere assai divertente dalla sua affermazione trapela una problematica non da poco tipica di quasi tutta della generazione dei miei genitori nella fattispecie uomini che hanno la tendenza di mangiare tanto, male ed in continuazione e per loro trovarsi a tu per tu quotidianamente vicini al frigo di casa pieno di leccornie doveva rappresentare una bella tentazione se non un vero e proprio attentato alla forza volontà.

Da un giorno all'altro dovevano fare i conti con una cosa più forte di loro che li attraeva e per cui resistere avevano adottato negli anni lo stratagemma della lontananza, del tipo:

"lontano dagli occhi, lontano dal cuore...

Ora a distanze annullate la pancia avrebbe vinto perché un altro nemico si sarebbe interposto tra la loro fame bulimica e la propria volontà ovvero il tempo una volta sempre poco a disposizione mentre adesso perlomeno all'apparenza inesauribile nel suo incessante scorrere per giungere a fine giornata; insomma un bel cambiamento!

In merito alla mia attività di blogger di norma quando mi interrogano in merito al mio lavoro sono chiamato a rispondere ma soprattutto a giustificare ed infine contrariare più credenze sbagliate che fanno tute capo al tempo a disposizione soprattutto se inteso nelle vesti del lavoratore casalingo.

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Lavoro dipendente Vs indipendente
Per coloro che svolgono un lavoro dipendente noto con una certa ripetitività che vi è la difficoltà a comprendere cosa significhi essere un imprenditore di se' stesso.
Sia chiaro fare il blogger non impone necessariamente di essere declinato nella modalità lavorativa tipica del freelance può essere anche una professione da svolgere sottoposto perciò mi riferisco con questo post e la sua metafora solo ai liberi professionisti.


Professioni e somatizzazione
Ecco per quest'ultimi è davvero difficile sviluppare quella sintomatologia tipica come riflesso della mancanza da un giorno all'altro della routine che impegna un lavoratore dipendente nell'arco della sua quotidianità perché nessuno gli impone alcuna tabella di marcia ne' lo priva tanto meno della libertà della sua gestione.

La volontà al contrario viene impiegata per forzarsi nello staccare dall'attività lavorativa e non alludo al prendersi il canonico periodo di ferie bensì anche al sottostare a quel minimo sindacale per prendersi delle pause durante la giornata almeno per espletare le irrevocabili necessità fisiologiche.

In questa condizione di lavoro il mio blog è il mio frigorifero che quotidianamente mi tenta e piega la mia forza di volontà tanto da spingermi continuamente a prendermene cura e gestirlo come d'altronde è opportuno fare per chi si deve auto-promuovere e sente ogni dannato dì la necessità di dover crescere professionalmente e personalmente.



Cosa c'entra un blog con un frigorifero
Ma soprattutto se per accedere al mio blog devo farlo necessariamente attraverso un computer è quest'ultimo da paragonare più correttamente al pari del frigorifero di casa mia o per come lo considerano tale le persone che si ritrovano a casa senza avere più qualcuno che gestisce, organizza e scandisce il loro tempo.

Nella gestione della propria attività lavorativa per il blogger freelance lo schema non esiste e questo non è solo un bene, un qualcosa di liberatoria ma comporta anche dei rischi che possono fare dannatamente male.. anche alla salute.


Beato il blogger freelance che lavora da casa
Sfatiamo un mito prima di chiudere molti credono che il blogger freelance in quanto lavoro da svolgere lontano da un ufficio abbia dei privilegi in termini di stanchezza e comodità quando invece è proprio la vicinanza continua ad un computer ad intensificare addirittura a livello compulsivo la frequenza dei suoi interventi per curare i blog e tutto ciò che concerne la loro gestione.



Ricordo infine che qui le lusinghe del frigorifero centrano poco se non in merito alla vicinanza che porta sempre un abuso prestazionale atto a soddisfare quell'impulso ossessivo/compulsivo mosso dall'opprimente quanto sempre presente senso di auto-responsabilizzazione nell'attitudine indirizzata verso la crescita della propria professionalità.

Cosicché spesse volte le performance complessive ed i ritmi di lavoro sfiorano il parossismo e quantitativamente se non sono doppi addirittura tripli rispetto a quelli dipendenti.


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