I percorsi formativi che adoro? Quelli dannati, maledetti!

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La formazione quella dannata, maledetta dovrebbe essere aggiunta di diritto nelle categorizzazioni di genere e non certo in coda a quella informale. Chi segue le regole si dice vada in paradiso ma chi le infrange possa arrivare ovunque, dappertutto.

I percorsi formativi che preferiscono, quelli con cui mi sento in maggiore sintonia e provo empatia sono quelli contorti, difficili, complicati, afflitti più volte dalle tentazioni e le trappole magistralmente architettate da quel demone di una perdizione che non è altro.

Anche la mia vita bella fottuta e che andata, se la dovessi rifare, specie gli anni di formazione, la rifarei esattamente così com'è, disperazioni comprese, piuttosto che darla in cambio per ricevere un percorso da mister perfettino.

Formazione maledetta


Alludo a quelle vite per intendersi che muovono dalla tentazione di mollare tutto ma che poi sono come gli amori ritrovati e si ricongiungono inevitabilmente al destino che li ha prodotti impiantati come sono  nell'essere umano che universalmente li ha e porta in dono.

Se non si fosse capito per contro quelli lineari - di percorsi formativi - anche se eccellenti li trovo noiosetti, privi di slanci ispirativi e spesso persino piatti.

La formazione è dandy 


Faccio il tifo per gli ingegneri che diventano blogger, i filosofi che scelgono una vita spiantata piuttosto che rinunciare a fare i musicisti.. gli esempi si sprecano e magari quelli che ho preso io sono sin troppo lineari quando invece alludo alle persone che nella vita hanno fatto proprio di tutto.

L'unica esenzione giustificabile è la malattia e gli stati di alterazione mentale che badate bene sono parte del tutto, variazioni sul tema mica una discriminante. Trattasi, invece, di quegli eventi che contribuiscono al medesimo scopo, ovvero ridurvi all'essenza consumando l'inutile fino al torsolo della vostra anima per lasciarvi con una sola cosa, quella più preziosa, il dono che avete innato:

le attitudini-talenti.

Il talento resiliente rifugge la morte e sfugge all'oblio


Un percorso formativo, quindi pericoloso che se la gioca in continuazione con la sorte oscillando tra i poli ai cui estremi o vi è la vita o la morte. Una girandola con il destino, una roulette in cui spesso è una questione di 50 e 50% seppur inconsapevoli.  Ma che è anche capace di restituire le attitudini al loro destino ed a farle fiorire preponderanti; dopo un lungo percorso di stenti e tanta sopravvivenza esso si consacra e diviene essere, si erge, una roba potente, un privilegio per pochi, temo.

Ecco, adesso avete scoperto perché mi si appassisce la curiosità quando sento decantare le lodi seppur meritate dei percorsi formativi prodigio, mentre invece, nutro rispetto ed ardo di morbosa attrazione nei confronti di chi abbassa gli occhi ed a cui trema quasi la voce nel non saper rispondere alla domanda che li interroga su cosa facciano ed abbiano fatto fino a quel momento nella vita.

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Una sfida in cui la formazione non può nulla


Mi piace pensare romanticamente che la consapevolezza di colui che conosce cosa significhi privare possa anche cogliere il significato, l'essenza ultima di saper realmente donare. Una delle cose più difficili al mondo è riuscirci. Nella formazione, il dono, è alla base dello scambio formativo, transazione che avviene tra maestro e discente. Oltre a rappresentare realmente ciò che conta è anche il valore più prezioso, quello che resta, quasi immortale, senonché congelato a quel dato momento.


I cattivi maestri sono peggio della malinconoia


Verrà ricordato per l'eternità nel bene o nel male, la sua traccia, qualunque essa sia si fisserà e resterà indelebile per sempre fino all'oblio. E' un seme, negli anni di formazione instillato direttamente nell'universo, quindi eterno. Un cattivo maestro è un'offesa come uno bravo è una promessa che tende all'infinito.

Formazione e maledizioni


L'uomo poi può divenire quercia, solida o un salice piangente. Ma ha anche il privilegio a dispetto delle bestie di rendersi consapevole e quindi interrompere il perpetuarsi della ciclicità che porta in se' l'offesa, interrompendone il suo essere dannata e senza soluzione di continuità.

A lui il dovere ultimo di spezzarne l'inesorabile catena che lo lega alla sorte avversa di non compiere il proprio destino, pena altrimenti il vivere perso nei rimpianti. Quelli tanto noti e cari alla frustrazione quanto ai sensi di colpa figli dell'irresponsabilità più manifesta.

Dannata formazione


Quindi, tu tra chi ti senti di essere annoverato se non + vicino, tra coloro che si sentono vicini ed appartenere al percorso formativo - ideale o anche loro malgrado - che li sta conducendo inesorabilmente verso la propria realizzazione o tra gli incompiuti, gli insoddisfatti, i depressi, chi, chi, ed ancora chi?

Ti sei mai sentito un sopravvissuto a dispetto di tutto e tutti?

Non lo scrivo come premio consolazione ma sono sempre stato dell'idea che le delusioni da sconfitta sono per chi si aspetta di vincere mentre per tutti gli altri ci sono solo risultati ed illusioni, ed aggiungo anche per nostra fortuna, maledizione!

Detto questo, - e non gliela mando certo a dire ai cattivi maestri - non sono tanto i prodigi a darmi sui nervi ma un sistema fondato sull'inganno. E se devo dirla tutta, ecco, sono i paladini della fuffa che non mi hanno mai fatto sangue, poi se sono come Fuffarolo, il vinello, ci sta possano pure fare buon sangue, chissà..😜


Crediti foto: 1 - 2