Intervista a Federico Chigbuh Gasparini | Business designer - Startupper - Blogger

blogging social networking intervista specialista web personal branding formazione
Intervista a Federico Chigbuh Gasparini di +Federico Chigbuh Gasparini, Business Designer & Blogger su: blogging, business design, startup, formazione, comunicazione, social networking, scrittura, copywriting, personal branding.

Non c'è cosa più bella, tra blogger, che rendersi un'intervista a vicenda! Questo è il payoff che dedico a questo contenuto ma la sintesi sarebbe troppo poco ed immeritevole verso uno specialista che è una persona rivelatasi la più gentile e riconoscente tra quelle con cui ho avuto la fortuna-opportunità di avviare questa privilegiata forma di collaborazione.

Certe cose dovrebbero venire spontanee tra specialisti online specie fra blogger, ciò aiuta la conoscenza reciproca, gli scambi formativi, le opportunità di collaborazione future ma sopratutto fa uscire da quella condizione da "isolani" che incarna il vissuto del professionista dedito a lavorare nel web testa china ed occhi piccoli, piccoli davanti ad un monitor.

Siamo sempre così vicini seppur così lontani, perciò sono dell'idea che alle volte accorciare le distanze sia un bel fare che ripaga la professione con un mega ritorno di valore.

Ebbene ci siamo, ci stiamo avvicinando sempre più a questo bravissimo specialista web, non mi resta che lasciare a lui la parola, che sono certo con le sue risposte avvertirete a voi ancora più vicino.


Ciao +Federico Chigbuh Gasparini come consuetudine ti va di iniziare raccontandoci di cosa ti occupi e del tuo percorso formativo?

Ciao Antonio, prima di tutto permettimi di ringraziarti per l’intervista, è un grande piacere per me poter rispondere alle tue domande e farmi conoscere dal tuo pubblico.

Come te ho fatto il liceo classico. Poi ho proseguito il cursus honorum iscrivendomi alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo internazionale, presso l’Università Cattolica di Milano, laurendomi in Diritto delle Comunità Europee.

Dopodiché, come spesso accade nella vita, ho preso tutta un’altra strada. Infatti, dopo una breve esperienza come professore di Diritto ed Economia presso una nota scuola privata milanese, ho iniziato a lavorare nel mondo della moda dove mi sono fatto le ossa e ho acquisito diverse competenze.

Quindi è stata la volta dei grandi eventi internazionali. Qui ho fatto parte dei Team che hanno creato e realizzato, nel 2005, le cerimonie di apertura e di chiusura dei mondiali di sci di Bormio e di quelli di mountain bike di Livigno.

Tutte queste esperienze lavorative mi hanno permesso di diventare quello che sono oggi: un business designer e uno startupper.

Sono anche un blogger ma questo lo devo principalmente al mio amore per la scrittura. Per oltre vent’anni tutti i giorni ho scritto sul mio diario personale.

Poi, ho incontrato il blog ed è stato amore a prima vista. Da quel giorno ho smesso di scrivere solo per me e ho iniziato a farlo per il mio pubblico.

Il mio scopo è quello di trasmettere valore al mio prossimo. La mia ambizione è che le persone attraverso i miei consigli possano raggiungere la loro indipendenza economica.


Ho visto che ti occupi di innovazione un ambito che spesso si tende a discernere dal blogging, mentre tu, che curi entrambi, ritieni che abbiano dei punti in comune/d’incontro?

Sì, diciamo che la parola innovazione ha un respiro molto ampio e include molti campi.

Nel mio caso, sono sempre stato attratto dalle forme di sviluppo dei business innovativi per cui mi dedico allo studio e all’applicazione di nuovi metodi nella fase di costruzione e posizionamento degli stessi sul mercato.

Grazie a Facebook, alla fine del 2015, ho avuto il piacere di incrociare la mia strada con quella di +Mauro Manfredi  con il quale ho costruito un rapporto basato sul valore e su valori etici concreti che ho ritrovato in lui e nel suo modo di fare business.

Con lui, inoltre, ho potuto testare e sviluppare sul campo esperienze in diverse attività cogliendone dei reali benefici.

Contestualmente, nel medesimo periodo mi ha introdotto HarviUp Business Accelerator, ovvero un progetto che ha come mission quello di voler favorire, attraverso il suo metodo e approccio, la crescita consapevole sul mercato di due target precisi:

  1. Le start-up innovative, siano esse a livello di semplice idea oppure già costituite;
  2. Le aziende che intendono crescere sul proprio mercato di riferimento nazionale o internazionale (in quest’ultimo caso con un focus principale sullo sviluppo del mercato USA), il tutto con un servizio offerto principalmente da remoto, quindi con la massima libertà per tutti (i clienti e noi, n.d.r.) di gestire al meglio il proprio tempo.


Un progetto liquido dal quale, come ben puoi immaginare, sono rimasto subito affascinato e coinvolto, anche alla luce del clima che si respira all’interno di questo Team da cui, oltretutto, stanno nascendo e crescendo molti altri brand, ma questa è un’altra storia.

Un clima di disponibilità, serietà, umiltà, professionalità e competenza, lealtà, perseveranza e rispetto reciproco volto a fornire il meglio del nostro know-how (espresso dal nostro metodo ed approccio, n.d.r.) ai nostri clienti.

Generalmente, si pensa che gli acceleratori si occupino solo di start-up innovative ma per noi non è così, ci rivolgiamo ai due target perché amiamo pensare di poter creare anche un’ulteriore e valida connessione, basata su contenuti innovativi e validati, tra start-up innovative e aziende con l’obiettivo di generare un principio di scambio, trasformazione e crescita reciproca.


Quanto può essere importante per uno specialista web che intende avviare il proprio business online aprire anche un blog personale?

Tantissimo in quanto il blog personale non avendo l’obbligo di “vendere” come, invece, ha quello professionale ti permette di esplorare contesti diversi, di sperimentare nuove forme di comunicazione e di mostrare quanto sei a tuo agio nel web.


Esiste una “strategia tipo” che grosso modo oramai va bene per qualsivoglia professionista intenda cimentarsi con il blogging per aumentare la propria audience?

L’unica “strategia tipo” che va bene per ogni professionista che intende cimentarsi col blogging è quella di fornire valore al proprio pubblico.

Solo così, nel tempo, egli potrà aumentare la propria base di follower e le visite al proprio sito.

Tutto il resto sono tecniche molto valide come la Lead Generation o la SEO.

Ma il dare valore senza aspettarsi nulla in cambio è l’unica strategia che sul lungo periodo paga sia in termini di visibilità che dal punto di vista economico.


Da fervente appassionato di interviste - sono un fan delle tue sugli Almost Famous - quali valori ritieni apportino ai lettori del tuo blog ma soprattutto a te?

Prima di tutto, ti ringrazio per essere un fan di Almost Famous. Questa rubrica all’interno del mio blog nasce con l’unico obiettivo di spingere i miei lettori a tirare fuori i loro sogni nel cassetto per cercare di realizzarli come hanno fatto o stanno facendo gli intervistati.

Una vita piena di rimpianti non si addice a nessuno. Siamo esseri umani meravigliosi con infinite possibilità di fronte a noi.

Per quanto mi riguarda intervistare persone che cercano di realizzare i loro progetti mi è di grande stimolo poiché mi spinge a perseguire con determinazione i miei.
Inoltre, si creano rapporti fantastici anche se molte volte sono solo virtuali.


Impari più nel ruolo dell’intervistatore o dell’intervistato?

Bella domanda!

In entrambi i ruoli imparo molto.

Come intervistatore mi pongo sempre un obiettivo: dare valore al mio pubblico.

Dapprima studio bene la persona che andrò a intervistare in modo da individuare gli elementi più interessanti del suo modo di agire in Rete o di gestire il suo business e attorno a quelli costruisco l’intervista.

In questo modo sia io che il mio pubblico abbiamo l’opportunità di imparare cose nuove che poi possiamo applicare nei nostri business o nelle strategie per promuovere i nostri personal brand.

Come intervistato, invece, imparo molto poiché lavoro su me stesso scendendo in profondità.

Si tratta di due livelli di acquisizione di conoscenza diversi ma complementari.


L’idea di rincontrare a distanza di tempo gli intervistati la trovo geniale e molto utile nella fattispecie quando si tratta di specialisti. Cosa ti ha fatto nascere ed ispirato questo desiderio?

Hai presente quei programmi televisivi in cui una persona che ha avuto successo in un determinato settore interviene e salva un’attività che va male, ad esempio: Hotel da Incubo?

Beh, mi sono sempre chiesto quali risultati avesse ottenuto il titolare dell’attività aiutata dopo un anno o più dall’intervento dell’esperto di turno.

Quindi ho pensato che la stessa curiosità poteva averla anche il mio pubblico nei confronti delle persone da me intervistate. Da lì è partita l’idea di intervistare, dopo un certo lasso di tempo, coloro che avevo, già, intervistato una prima volta.

Piano piano, conto di intervistare, di nuovo, tutti.

Quindi, preparati!  ☺


Hai trovato un aspetto-denominatore comune, un fil rouge che li lega (gli intervistati)? Ancora, c’è qualcosa che cerchi in particolare, una mission-progetto di ricerca che ti spinge a farlo?

Il denominatore comune che lega tutti gli intervistati è la voglia di realizzare il proprio sogno.

Per quanto riguarda la seconda delle tue domande la risposta è… io cerco quell’elemento che spinge le persone a realizzare i propri sogni, invece, di lasciarli nel cassetto come fanno molti.

Che cos’è quel quid che le motiva?

Perché tu ed io, come molti altri, ci siamo messi in gioco per realizzare i nostri progetti di vita pur consci delle difficoltà a cui si va incontro e altre persone non lo fanno?


intervista specialista web startup business design blogging
www.federicochigbuhgasparini.wordpress.com


Quanto tempo dedichi alla scrittura quotidianamente? Ed alla cura-gestione del blog?

Io dedico diverse ore del giorno alla scrittura poiché cerco di affinarla per rendere la mia comunicazione sempre più efficace.

Grazie ad essa sono nate tutte le collaborazioni che sto portando avanti.

Mentre la cura-gestione del mio blog è lasciata ai momenti in cui la mole settimanale di lavoro è inferiore.


Ritieni che il blog possa essere uno strumento formativo o, invece, è da ritenersi come prettamente comunicativo? Se sostengo che la sua flessibilità gli consente innumerevoli declinazioni e le settorializzazioni disciplinari gli stanno un bel po’ strette tu come la pensi a riguardo?

Il blog è uno strumento utile sia per formare le persone attraverso contenuti di valore verticalizzati su specifici argomenti che comunicativo.

In quest’ultimo caso serve per fare Corporate Branding oppure Personal Branding.

Come giustamente sottolinei il blog è uno strumento flessibile per questo motivo bisogna essere consapevoli dell’obiettivo finale che si vuole raggiungere e predisporre ex ante una strategia comunicativa per guidarne i successivi sviluppi.

Può quindi tranquillamente essere settorializzato per discipline ma anche assumere innumerevoli declinazioni.


Ho notato che hai un dominio di terzo livello come il mio perciò sei ancora vivo (scherzo), cosa pensi di coloro che per questo ti e ci etichettano a prescindere come poco professionali?

La professionalità si deve giudicare dal valore dei contenuti proposti sul blog e dai risultati ottenuti nel corso della propria carriera lavorativa.

Ciò detto, la strategia sottostante al mio blog non è volta principalmente ad attirare i clienti finali, quello è un obiettivo secondario, in quanto per questo scopo ho due siti professionali quello di HarviUp e quello di Web Marketing Aziendale.

L’obiettivo del mio blog è quello di dare valore al mio prossimo mostrando al contempo le mie competenze in modo da colpire l’attenzione di potenziali partner.

Così facendo ho conosciuto diverse persone molto interessanti alcune delle quali mi hanno chiesto di lavorare sui loro progetti in qualità di partner.

Dopo attenta valutazione ho scelto di investire il mio tempo, non i miei soldi, in alcuni di essi.

Questa strategia di lungo periodo sta iniziando a darmi delle belle soddisfazioni dal punto di vista economico, oltre ad arricchire il mio bagaglio di competenze.


Segui un calendario editoriale per gestire il blog o vai a braccio quindi lo curi nel modo più libero e creativo possibile?

Curo il blog nel modo più libero e creativo possibile. Di solito, però, riesco a pubblicare, almeno, due post al mese.


Hai una predilezione particolare nella scelta della lunghezza da dare ai tuoi post, la trovi ininfluente o anche tu hai trovato nella varietà di produzione la chiave di volta del blogging efficace?

I miei post sono di varie lunghezze. Col tempo ho notato, però, che i più efficaci in termini di posizionamento sono quelli che superano le mille parole.

Ma, ovviamente, non si può sempre scrivere post lunghi o lunghissimi.

L’importante è creare contenuti di qualità, sempre e comunque.


Pensi che questa storia dei contenuti utili collimi necessariamente con quelli di qualità? O Internet in questo senso sia un pochino ingiusto? In altre parole molti godono di un successo immediato e clamoroso nel web quando l’argomento di trattazione principale sul loro blog è super richiesto con i motori di ricerca mentre altri autori con contenuti di qualità stentano a decollare… speriamo in un cambiamento insito nel prossimo algoritmo o facciamo prima a riprogrammare le persone? Allora dipende da noi l’essere poco obbiettivi o dalle fredde e inflessibili macchine e quindi dagli algidi e inumani motori di ricerca?

Scrivere di un c.d. Trend Topic è una strategia che genera traffico.

A volte, i contenuti proposti, però, non sono di qualità. Quindi, se nel breve periodo possono godere di un certo vantaggio, sul lungo termine, giacché le persone non sono stupide i blogger che agiscono in questo modo sono penalizzati e, in futuro, saranno puniti anche dagli algoritmi dei motori di ricerca.

Infatti, l’intelligenza artificiale dietro a questi strumenti si sta evolvendo molto velocemente e ben presto sarà capace di distinguere la fuffa dalla qualità.

Bisogna, solamente, avere pazienza.

Il blogging è un’ultramaratona o una gara di triathlon. Solo i migliori arrivano in fondo.


Federico scegli tu, concludiamo con: un suggerimento per chi vuole avviare un’attività imprenditoriale online, qualche novità che hai in mente, un’anticipazione futura o, perché no, facendo felici i lettori rispondendo anche a tutte e tre.

Risponderò a tutte e tre le tue richieste, caro Antonio.

  1. Chi vuole avviare un’attività imprenditoriale online non deve essere innamorato della sua idea ma deve essere disposto a mutare velocemente il suo modello di business in base ai feedback che riceve dal mercato e non deve svendersi praticando prezzi bassi poiché è il modo migliore per fallire velocemente.
  2. Per quanto riguarda le novità entro la fine del 2017 uscirò sul mercato con un nuovo brand. Stay tuned!🙂
  3. Come ho detto poc’anzi la strategia che applico, attualmente, è quella di investire il mio tempo in progetti che ritengo vincenti. Ma in futuro voglio investire solo denaro liberando così il mio tempo.

Raramente l'incontro con uno specialista si rivela una condivisione di questo tipo con pressapoco la medesima visione strategica, etica e morale del lavoro. Nelle sue parole mi sono ripetutamente ritrovato. Inoltre, ci accomunano un insieme di valori ed intenti che ritengo fondamentali e di basilare importanza per tutti i progetti che ho intenzione di avviare online in futuro, quindi Federico C. Gasparini a professionista avvisato.. 😉👌


Prima di andare
NON 
scordare
CONDIVIDI