Intervista a Miki Moz - blogger

blogging interviste comunicazione formazione miki moz scrittura online social media personal branding Intervista al blogger +MikiMoz Capuano di mikimoz.blogspot.it su: blogging, scrittura, comunicazione, formazione, social media.

Istrionico, poliedrico, atipico, anomalo sono solo alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente quando penso al blogger Miki Moz. Poi siete liberi di interpretarlo come volete, vederle come etichette e magari non trovarvi nemmeno d'accordo con quelle che ho scelto, proprio perché lui è molto di più degli aggettivi che gli si possono affibbiare, che nel suo caso suonano sempre come o troppo limitanti o ristretti barra riduttivi.

Perché se ha un'abilità che lo contraddistingue dagli autori online è quella di porre ciascuno di noi dinanzi ad una libertà di scelta e d'opinione, solo che lui lo fa in un clima di scanzonata ironia e leggerezza totale. Provate a fare lo stesso, fate un tentativo e poi ditemi se ci riuscite o già quanto sia difficile solo provarci.

O invece, questa è solamente la mia chiave di lettura. Tuttavia dietro una semplicità disarmante in tutto ciò che fa nel blogging, a mio avviso, si cela una complessità altrettanto imprevista che fa sembrare semplici cose che per noi blogger, comuni mortali, sono semi-impossibili.

Il suo blog è una sorta di scatola cinese ove è possibile viaggiare in assenza di età anagrafica senza perciò dover obbedire necessariamente ad una sequenza disposta in ordine di grandezza crescente alla pari di come avviene nel nostro ordinario processo di crescita.

Un catalizzatore di attenzione

La parola stupore per dire ciò che provo quando apro il suo blog non è sufficiente, mancherebbe comunque sempre delle sfumature che accendono contemporaneamente tutte le mie aree celebrali deputate alla comprensione dei 'messaggi' che comunica attraverso i suoi post. Manda quasi in crisi il sistema talune volte! Per questo e tante altre ragioni sono andato ad intervistarlo forse una parte seppur recondita di me vorrebbe sbugiardarlo per tirane fuori un qualcosa di artefatto, anche se lo ammiro inconsciamente sono dannatamente invidioso per chi possiede un registro comunicativo originale e maledettamente unico ma so già di avere a che fare con un talento naturale a cui viene tutto così bene e per giunta dannatamente spontaneo e che si rivelerà sicuramente un osso duro.

Quindi se siete come il sottoscritto che per raggiungere risultati quantomeno decenti dovete sudare le fatidiche 7 camice, ebbene, siete atterrati nel posto giusto, tentiamo di carpire insieme qualche segreto da chi, invece, possiede il tocco, il dono del comunicatore istintivo. Ma non provate ad inquadrarlo, quello non lo fate mai vi si ritorcerebbe contro sicuro, è matematico!


Ciao Miki ti andrebbe ti parlarci un po’ di te? Sei un blogger talmente eclettico che non ti faccio l’angusta e ripetitiva domanda sulla formazione - non per sminuirti, certo, ma per rispetto - per iniziare hai carta bianca.

Ciao Antonio, innanzitutto un mega saluto a te e ai tuoi lettori!
Dunque, grazie per quel che pensi di me… Cosa posso dire? Sono un eterno dodicenne che da sempre ama ideare, scrivere (qualsiasi cosa, da storie a giochi), progettare.


Ti piace la cultura Pop? Domanda condizionata in parte dalla scelta cromatica del template del tuo blog.

Esatto. Il “sottotitolo” del mio blog, fino a pochi mesi fa, era “cultura pop a 360°”.
Di fatto, è la cultura “nostra”, del nostro tempo, dei miti moderni.


La tua decade preferita tra gli ‘80 i ‘90, o invece sei più per gli anni ‘70?

Adoro gli anni ’70 ma non li ho vissuti (nella foto che hai scelto, dove sono conciato in stile anni ’70, mi trovavo in una festa a tema che avevo contribuito a organizzare).
Ancora di più adoro gli anni ’80 (che ho vissuto in parte) e gli anni ’90 (specialmente la prima metà): sono il periodo della mia infanzia, per fortuna felice e ricca di tanti bei momenti. Il mio blog tiene conto di questo.


Il blog cosa ti ha dato in termini di soddisfazione personale? Mentre dal punto di vista espressivo-comunicativo?

Il Moz O’Clock è l’estensione virtuale della mia cameretta. Lì dentro ci ho messo tutte le mie passioni e ho cercato di cristallizzare (fissandoli attraverso la scrittura) tutti i ricordi che non volevo perdere.
Soddisfatto di come, negli anni, tanti amici lettori hanno deciso di seguire le mie avventure, ritrovandosi in esse o scoprendo il mio mondo. Dal punto di vista comunicativo, dunque, sono contentissimo della mia community, sempre molto attiva e stimolante.


Esiste un format o uno schema narrativo che prediligi per scrivere i post del tuo blog, vai a braccio quindi molto libero o segui un calendario editoriale?


Seguo un calendario editoriale: ho uno schema mensile che però “riduco” a sua volta in tre macro-gruppi di dieci giorni, e inizio a comporlo iniziando dalle rubriche fisse.
Cerco di creare una sorta di “rotazione” dei vari argomenti (cinema, fumetti, tv, musica, ecc…) ma ovviamente lascio molto spazio all’improvvisazione: una notizia perfetta per il mio pubblico può arrivare da un momento all’altro, così non mi faccio problemi nell’inserire anche due post nella stessa giornata, se “necessario”.


Quanto tempo dedichi alla cura-gestione del tuo blog? Possibile che sbagli ma mi da l’idea che dietro all’aria scanzonata ed a tratti pure finto frivola a me invece sembri un blogger assai ferrato e super appassionato, vero?

Sicuramente amo il blogging, sicuramente amo la blogosfera.
Di certo, per portare avanti e seriamente un blog occorre del tempo, occorre costanza, occorre impegno. Ma se ciò è una passione, non è difficile. Io mi diverto, e spero che anche i miei amici lettori si divertano con me!


Da quanti anni fai blogging? Da quando hai iniziato ad oggi che differenze hai colto nel blogging con il passare del tempo, quali gli aspetti di cui hai nostalgia e quali invece quelli per cui non rimpiangi i tempi andati?

Questo è l’undicesimo anno di vita del Moz O’Clock, a novembre si entrerà già nella dodicesima stagione.
Ho iniziato che i blog erano ancora del tutto ancorati a una situazione personale, quasi diari online. Non esistevano i guru e anche i blog tecnici o tematici erano agli albori. C’erano sicuramente più genuinità e ingenuità, ma non rimpiango grafiche e stili dell’epoca: davvero atroci, pesanti, pacchiani!


Quante ore dedichi quotidianamente alla scrittura? Riscontri qualcosa di compulsivo nel curare un blog e fare blogging?

Il tempo non so quantificarlo. Per me, scrivere (e bloggare) è come leggere, bere, passeggiare, guardare film… sono tutte passioni che hanno il loro spazio nell’arco del mio tempo. Non sempre si ha voglia di guardare un film, no? Non sempre, dunque, ho necessità di scrivere. Magari, quella volta, starò bevendo una buona birra con un amico. Il giorno dopo, probabilmente, lo starò passando interamente a scrivere (qualunque cosa).

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Molti considerano il fare blogging una forma di scrittura d’importanza secondaria quasi fosse figlia di un dio minore mentre io invece la giudico un’attività che se non sfiora l’arte è da annoverarsi tra quelle di tipo creativo, per te, invece, cosa rappresenta?

Di certo in Italia il blogging è il fratellastro minore (e non riconosciuto) del giornalismo.
Altrove non è così, e certe volte ce ne accorgiamo anche da noi. Sono d’accordo con te, comunque: è un’azione di tipo creativo, e può solo far del bene.


I social media-network quanto sono importanti per Miki Moz persona e quanto invece per il blogger?

Come Moz O’Clock, ho da poco uniformato gli account sui social (FB, Twitter, Instagram…): voglio estendere il blogging anche a queste piattaforme, sfruttando i loro diversi linguaggi (ma rimandando sempre alla radice, cioè al blog).
Miki invece usa i social ma spesso su questi (tranne che FB, praticamente) è egli stesso il Moz O’Clock. In sostanza, social-mente io sono (anche) il mio blog, ahaha!


Ho visto che usi anche tu il format delle interviste, che tipo di valore apporta ai lettori del tuo blog ma soprattutto a te?

Sì, le faccio dal 2013 ed è una delle rubriche che più ha avuto successo (pensa che attualmente sto intervistando ancora i prenotati del 2014/15!). Le ho fortemente volute per due ragioni: la prima, per far lasciare una traccia concreta, sul mio blog, ai miei amici blogger. La seconda, di pari importanza, per “fare rete”: i miei lettori scoprono nuovi blog, possono seguirli, ci ritroviamo anche lì, nascono legami.


Ti ha aiutato a focalizzarti maggiormente sulle tue passioni il blog e magari anche ad ampliare o creare un network ad esse collegato?

Sì, decisamente. Il mio blog “raccoglie” le mie passioni e spesso è stato proprio una valvola di sfogo.
E’ capitato anche di aver svolto dei lavori inerenti le passioni che illustro nel mio spazio! Insomma, credo che il Moz O’Clock sia una parte fondamentale della mia vita.


Guest post sono importanti perché.. dimmi un aspetto insolito, bizzarro, inusuale o anche il primo che ti sovviene alla mente.

Perché permettono di divertirsi anche sugli spazi di altri blogger!


Se dico personal branding che effetto ti fa’?

Non sono mai stato un tipo che bada tecnicamente a queste cose, non ho mai studiato dei “piani” per promuovere il mio nome o il mio brand, ma sono argomenti interessanti – anche per vedere cosa succederà.


Soddisfatto del web che vedi o di quello preso così com’è? Altrimenti, quello che desideri, come lo vorresti?


In generale sì, non mi lamento. Ho visto nascere i social, ho visto l’evoluzione del loro utilizzo. Vengo dalle chat mIRC, dai forum, dai siti… tutto cambia velocemente, è stimolante star dietro a questa velocità. Sarà interessante vedere - anche in questo caso - cosa succederà, dove andremo.


Dai prima di lasciarci dicci una frase-trovata alla Miki Moz sono certo che sarà come una calamita per i miei lettori una volta letta non potranno fare a meno che passare a seguirti, d’altronde il tuo stile è magnetico!

Cito il mio motto, che poi è anche l’anima del Moz O’Clock:

“Nel dubbio, divertiti!”

e, con questo spirito, io cerco sempre di mandare avanti il mio blog, per spassarmela coi miei amici lettori!

Grazie mille per l’intervista, Antonio! Hai una birra pagata! ;)


No dico, 12 anni di esperienza nel blogging, giusto per rendere l'idea sulla portanza del suo blog.

Ho usato questa frase, per la descrizione della ricerca di questa intervista: "12 anni di blogging e non sentirli o meglio come dimostrarne 12 e averne 30" e intendo quell'età che a ripensarci bene per forza fisica-mentale ed energia è tra le più belle fasi della vita.

Peccato che per definirla tale e renderla un ricordo ad oggi positivo sia necessario essere stati felici allora. Miki è come se avesse congelato quella meraviglia di ieri in un progetto di oggi. Trascende il blog come media usato a mo di diario personale - visto che prende origine dall'infanzia - per farsi egli stesso medium di un messaggio pedagogico potente servendosi della comunicazione ad esso intrinseca. Il quale ci ricorda che per vedere il mondo bisogna si ragionare da adulti ma sia necessario osservarlo sempre attraverso gli occhi di un ragazzino. E aggiungo senza vergognarsi mai di farlo 😊, GRAZIE Miki e complimenti!

..a proposito per quella birra, dicevi? 😉


Non andare via
se prima
NON
hai
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