Blogger, suicida. Da 3 anni senza lavoro, mangiava a Ufo

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Primo maggio, festa dei lavoratori, quindi giorno di lavoro per il primo degli inoccupati; e chi se non il blogger - copywriter? Figura misconosciuta del lavoro online, nullafacente del web?

E' un titolo macabro, lo so, ma che ci posso fare? Pur di strappare due visualizzazioni da blogger inoccupato sono pronto a tutto. Spiantato, ma non mangiapane a tradimento, se non lo guadagno il pane non ce l'ho, quindi non posso permettermelo e la questione s'annulla già in partenza.

Allora, perché mai arrovellarsi l'animo?

Blogging tautologia


Vogliamo parlare, invece, di diritti? Ma se non esisto in quanto a categoria - quella dei blogger copywriter - sia come persona, quali diritti dovrei mai accampare? Non ne ho, perciò la questione è bella che chiusa, di fatto non esiste.

Stessa storia per il lavoro, se esso non c'è, è inadeguato parlare sia di disoccupazione che di inoccupazione. Idem per qualsivoglia pretesa avanziate, maledetti hobbisti da strapazzo che non siete altro blogger impenitenti mica lavoratori come noi altri, vi meritate come minimo un Grammar Nazi e che peste vi colga!

E le ferie? Quali ferie, non ne conosco piuttosto potrei parlare di vagabondaggio, nullafacenza ma di ferie proprio no. Quelle già ai tempi delle vacche grasse, le vedevo fare agli altri. Adesso che i tempi sono cambiati e vedo molti di loro stesi sul divano ad occupare per giunta quel posto considerato preziosamente mio oltre che faticosamente guadagnato - ai tempi della giovinezza perduta vissuta in miseria e povertà a suon di depressioni ed esaurimenti vari - mi sento in un qualche modo come depredato di qualcosa che percepivo intimamente mio.

Persino se mi schiacciano sulle strisce pedonali mi liquidano meno che qualche kilo di patate. Ma come non lo sa? Le sue ore da disoccupato non valgono un soldo bucato, se invece fosse stato un lavoratore allora si che le cose sarebbero stata differenti. Anche l'autista stesso che stava per investirla avrebbe fatto li sul momento due conti filati e magari avrebbe fenato conscio che non gli sarebbe convenuto affatto stendere un lavorato anziché un.. ecco cosa?

Un fantasma, perché chi non lavora se è vivo presto morirà di fame ma prima che la sua dipartita avvenga nella società non esiste affatto. Eppoi, un fantasma mica poteva vederlo, aggiunge l'assicuratore.

Nato disoccupato, natural disperato


La mia fortuna è d'essere nato così, non solo svantaggiato alla nascita ma già disoccupato. Quando mi chiedevano da piccolo cosa volessi fare da grande rimanevo impallato, bloccato, semi-paralizzato. Non che non avessi la capacità di spararla grossa o di sognare, la fantasia non mi mancava di certo, solamente avevo già compreso che per me non vi era possibilità alcuna, non c'era niente né come predestinato né come artefice del mio destino. Pensandoci oggi non era nemmeno una questione di timidezza ma di paura per un ignoto che invece era già noto nelle viscere ed un presente, un "adesso" che definirlo tale era un'offesa alla più squallida narrativa di un b movie dell'orrore.

E come dico sempre io, la disperazione ha luogo quando vi è privazione per tutto il resto è più idoneo parlare piuttosto di resilienza.


Un blogger in cerca di autore 


Pirandello rappresenta una sfida niente male per un blogger, già evocarlo fa tremare le tastiere, colui che sto scomodando è un genio dalla penna. Indiscutibilmente sorprendente la sua produzione vanta capolavori le cui interrogazioni continuano ed essere attuali e non solo specchio della contemporaneità che avanzava con tutte le sue beghe sociali/ comportamentali.

Alla pari di allora i quesito sono i medesimi: chi sono, cosa faccio, perché lo faccio, la strada che sto percorrendo dove mi porterà?

Sono domande che tormentano il mio essere più del dovuto, specie quando di tratta di una persona che dedica al blogging - copywriting tutto se' stesso da tempo.

Quindi sono condannato ad essere perennemente: Uno, nessuno centomila?

Lasciate perdere per un momento cosa penso in questo momento. Se da domani o all'improvviso questo blog dovesse cessare le sue pubblicazioni per lo meno saprete che questo post sarà valso da testamento, per quello che conta. D'altronde non lascio niente a nessuno, neanche un debito con una società che poi nei miei confronti non ha mai mostrato d'averne. Casomai qualche contenuto ma visto che non valgono niente e si fanno da soli siamo punto e daccapo con la questione oziosa dell'essere o non essere.

1° Maggio festa della voglia di lavorare, quindi del Blogging


Altrimenti, trattasi dell'ennesimo noiosissimo monologo da 1° Maggio in cui un blogger fa ciò che ama fare indistintamente a prescindere dal giorno stampato sul calendario e quello impresso nella memoria culturale di un popolo, scrivere.

Per il resto è solo abitudine, barbosa quella di anni che si appresta a vedere confermato il proprio destino per come immaginato/ sentito quando ero bambino.

La sfortuna nel blogging è di non avere alcuna sfortuna, come per il lavoratore disoccupato di non soffrire la mancanza del lavoro perché esso non esiste, specie se non lo cerca, non può certo reclamare di aver perso alcunché, quindi il problema non sussiste ma al massimo da reputarsi tautologicamente blogger. 😎