Intervista a Leonardo Cascio - Direttore Marketing, blogger

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Intervista a Leonardo Cascio direttore marketing - blogger di +LCM Your Global Partner su: blogging, marketing, formazione, comunicazione, digital, content marketing.

Il bello del web è che puoi incontrare da un momento all'altro persone meravigliose con cui condividere le medesime passioni, basta un click perché ciò avvenga, messaggio email o chat poco importa è affascinante pensare che siamo al contempo così lontani ma anche potenzialmente così vicini. Dopodiché - avvenuto l'incontro - è una comunione d'intenti, un insieme di prospettive la cui fusione non può portare altro che progetti meravigliosi e costruttivi.

Con +Leonardo Cascio allungo la lista dei modi con cui può avvenire la magia appena descritta perché tutto nasce da un suo post condiviso e dalle reciproche richieste di collegamento dei rispettivi profili social media-network avvenute spontaneamente subito dopo. Sono certo che d'ora in poi ne vedrete delle belle, iniziative che portano la firma di entrambi e che mirano ad un sola cosa solamente, apportare risultati di qualità online.

Fateci l'in bocca al lupo, perché questo è solo l'inizio di ciò che vado paventando, sancito intanto da 2 interviste che abbiamo deciso di scambiarci reciprocamente per fare le dovute presentazioni, gli onori di casa sui rispettivi blog e poi spaccare di brutto con qualche idea-forma di collaborazione originale.

Siamo sulla stessa sintonia, quindi, vi lascio alle sue risposte, perché un'intervista così vale più di 1001 delle parole che potrei aggiungere. Carissimi lettori vi presento l'intervistato di oggi, Leonardo Cascio.


Ciao Leonardo ti andrebbe per iniziare di parlarci di cosa ti occupi?

Ciao Antonio, certamente. Intanto grazie per avermi dato l’opportunità di raccontarmi attraverso il tuo bellissimo blog. Mi occupo di comunicazione e marketing digitale da ben 15 anni, ma in realtà sono in questo settore da quasi 20. Il mio background è piuttosto tecnico (ho competenze di grafica e di programmazione web). Tuttavia da qualche anno mi sono concentrato soprattutto sul marketing.


Quali motivazione ti hanno spinto ad aprire un blog?

Come dicevo poco fa, per tanti anni mi sono occupato soprattutto degli aspetti tecnici e di comunicazione della mia attività, delegando buona parte della mia “divisione commerciale” a terzi (ad esempio ad agenti esterni o ad aziende partner). In sostanza ero un freelance. Successivamente, iniziando a strutturarmi meglio come “agenzia”, ho intuito il valore del content marketing come strumento per trovare e gestire da solo i miei clienti. Erano anni che desideravo aprire un blog, ma solo di recente (aprile 2017) ho fatto il grande passo di lanciarlo. Mi sono letteralmente buttato, con lo scopo principale di utilizzarlo per aprirmi al mondo esterno “mettendoci la faccia” e focalizzando i miei contenuti sulla condivisione delle mie esperienze personali e professionali. Credo, dopo tanti anni di lavoro da autonomo, di “poter dire la mia” dispensando consigli, con un linguaggio diretto e semplice, a chi desidera avviare o far crescere la propria attività. Parlare delle mie esperienze positive e negative è il miglior modo per farmi capire ed aiutare gli altri. Oltretutto il mio blog mi dà modo di continuare ad imparare io stesso attraverso i commenti ed i feedback dei lettori.


Quali difficoltà - ammesso che tu ne abbia incontrate - nella fase iniziale quella di apertura e successivamente in quella di avvio hai riscontrato?

Devo essere sincero: occupandomi davvero da tanti anni di web, non ho incontrato particolari difficoltà. Ho registrato il dominio (anzi più di uno: per “tutelarmi” ho fatto puntare non solo il .com, ma anche il .it e registrato anche leocascio.com e .it), li ho collegato al mio server, ho installato wordpress, acquistato ed installato un tema e, dopo le necessarie personalizzazioni, il blog è partito!). La parte sicuramente meno agevole, in realtà, è stata scrivere i primi post. Ricordo, per il primo, di averci impiegato qualche ora: decisamente tanto. Ma dopo diversi altri post, adesso riesco a scrivere impiegando molto meno tempo (anche se devo dire che scrivere un buon articolo non richiede affatto pochi minuti e necessità in ogni caso di una certa concentrazione ed impegno). Ecco, forse una difficoltà risiede nel trovare una buona idea. Infatti il web è pieno di articoli che trattano gli argomenti più vari, per cui non è affatto facile dare un tocco di originalità ai propri contenuti. Tuttavia ho capito che si possono scrivere anche concetti già trattati, purché lo si faccia a proprio modo. Per questo motivo credo che, essendomi posto l’obiettivo di scrivere in modo semplice e comprensibile anche per “i non addetti ai lavori del mondo del marketing e della comunicazione”, tutto sommato stia andando nella direzione giusta.


Anche nel blogging come nella corsa è questione di farsi il fiato allenandosi a scrivere o i ritmi produttivi sono più i meno sempre i soliti?

Fermo restando che gestire un blog non è un gioco da ragazzi, come dicevo prima più e spesso si scrive, più è facile e veloce farlo. Come hai ben detto, è appunto questione di allenamento. Il ritmo si prende dopo qualche settimana, almeno per me è stato così. Dopo essermi infatti dato lo “slancio iniziale”, scrivendo anche 5 post settimanali, da questa settimana ho avviato il ritmo cadenzato di 3 post settimanali, obbligandomi a scrivere ogni lunedì, mercoledì e venerdì. So che non sono tantissimi, ma neanche pochi, purché il ritmo venga rispettato. Sono abbastanza fiducioso del fatto che i risultati, che in realtà inizio già ad intravedere, non tarderanno ad arrivare. Ci vuole pazienza, tempo e costanza da dedicare. Proprio come nello sport!


Cosa ti ha preso di più del fare blogging?

Per continuare il paragone con l’allenamento sportivo, la cosa più bella è forse il fatto che aiuti a scaricare le tensioni. Scrivere di sé, anche professionalmente, è un modo di aprirsi agli altri. Metterci la faccia è un modo per superare la paura, più che umana, di non essere accettato dagli altri. Ma entrando proprio nel merito della questione, è soprattutto il fatto di aiutare gli altri, svelando magari trucchi, consigli, raccontando le proprie esperienze, e mettendo in guardia contro problemi o errori che una qualsiasi attività può affrontare. La cosa che mi ha preso di più è decisamente la possibilità di poter creare un rapporto di fiducia con i miei lettori.


Quale tono of voice intendi sviluppare in futuro e a quale risultati ambisci in questo senso? Credi vi sia una stretta relazione tra registri-modi di comunicare e raggiungimento del target di pubblico a cui intendiamo infine rivolgerci?

Curando il mio blog da poco, sono ancora alla ricerca di uno stile di scrittura consolidato. Al momento mi lascio semplicemente andare, avendo cura di utilizzare sempre un linguaggio chiaro e dal glossario semplice. Tutto ciò, malgrado certi argomenti possano essere di difficile comprensione ai non marketer. Il fatto di scrivere in modo semplice, oltre ad essere una naturale estensione della mia personalità, è anche giustificato dal target a cui il blog si rivolge: imprenditori, commercianti, piccole e medie imprese, artigiani. Insomma il mio blog è un b2b, ma che per gli argomenti trattati può essere anche un b2c. Ad esempio i miei post potrebbero essere anche un ottimo spunto di riflessione per gli studenti o, più in generale, per quei soggetti che, magari, potrebbero interessarsi ai temi trattati al punto da decidere di avviare un’impresa o intraprendere loro stessi la mia stessa professione.

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Come vedi la figura professionale del blogger online e per quale ragioni secondo te è così bistrattata? 

Spesso molta gente tende a generalizzare su tutto. L’opinione pubblica tende ad etichettare le professioni o gli hobby. Di solito il blogger viene visto come il classico “ragazzetto sfigato” (nerd) che si trincera dietro lo schermo di un pc, ma che è incapace di comunicare in altro modo. E’ ovvio che non è affatto così. Senza contare il pregiudizio che tende ad inquadrare i blogger come cattivi informatori o, peggio ancora, scammer (ovvero truffatori). Fermo restando che c’è anche chi, purtroppo, sfrutta il fenomeno blog per cause poco nobili, invito chi crede a simili etichette a porre una qualsiasi domanda a Google. Si accorgerà di quanti contenuti interessanti, veritieri ed utili troverà. E la maggior parte saranno blog. Per fortuna Google ha un ottimo sistema di selezione dei contenuti che giustifica e difende decisamente l’operato di chi scrive bene e con intelligenza.


Tra gradevolezza estetica e funzionalità nelle vesti grafiche di un template-modello di blog, quale equilibrio prediligi? A favore di cosa pende il tuo gusto e su quale dei due invece decidi di puntare per esigenze di usabilità?

Sicuramente preferisco un “quasi equilibrio” tra le parti in cui però predomini il contenuto. Il mio blog personale LeonardoCascio.com, in realtà, ha una grafica molto di impatto. Ma non per questo i contenuti passano in secondo piano, però ho preferito utilizzare un tema grafico moderno e in stile magazine, che di certo non si può definire essenziale, per dare risalto ad una specifica strategia di personal branding. In sostanza era importante rappresentare una certa “forza” comunicativa. Dire “io esisto”. Non a caso ho messo ben in vista la mia foto, senza farla chiaramente trasbordare rispetto ai contenuti del blog che, ripeto, devono avere sempre una certa priorità. Diversamente il rischio era quello di mettere al centro me, rispetto a ciò che scrivo. E sarebbe stato un grosso errore.
Per un secondo blog che invece lancerò, mi auguro, entro fine mese, a cui coopererà per la stesura dei contenuti un amico avvocato, ho scelto una grafica molto sobria e leggera. Ma non aggiungo altro: non voglio rovinare la sorpresa!


Quali sono le emozioni principali che desideri comunicare ai lettori attraverso i contenuti del blog che al contempo ti caratterizzino come specialista online di indiscussa esperienza pluriennale?

Un blog, a meno che lo si scriva solo come passatempo, “sfogo”, oppure, ma mi auguro di no, per darsi arie, per come la vedo io non deve regalare “emozioni” bensì informazioni. Per cui il mio blog non deve puntare ad essere un’opera d’arte, né avere la presunzione di emozionare come farebbe un romanzo o un film. So di avere, forse, una visione un po’ cinica del mezzo, ma il blog “aziendale” o “commerciale”, deve essere soprattutto uno strumento di comunicazione che l’azienda usa più che altro per informare. La vera emozione che questa deve saper donare deve essere semplicemente l’onestà intellettuale di non fingere, rimanendo se stessa nel bene e nel male. E’ qualcosa che oltretutto la avvicinerebbe tantissimo ai suoi clienti. Tuttavia, se, così facendo, riuscisse a donare anche emozioni, che ben venga. Ma in realtà non serve comunicare chissà con quali artifici: in fondo un blog, ed il mio blog in particolare, deve essere un concentrato di semplicità e normalità. Spesso la vera originalità, in un mondo spesso artificiale, sta proprio nel sapersi raccontare in modo semplice e naturale.


Cosa pensi di quegli imprenditori online che non investono nel blogging?

Forse sono poco informati sull'argomento. Molti, credo, ancora oggi non hanno idea di cosa sia un blog. Probabilmente molti credono che si tratti di un qualunque sito e basta. Sta a noi blogger e ai marketer/comunicatori lottare ogni giorno contro le convenzioni ed informare e formare sulle variegate possibilità offerte dalla rete. Quindi non penso male degli imprenditori, in realtà. Credo che molti di questi vorrebbero, magari, fare blogging, ma che siano così immersi in una quotidianità fatta, magari, da tasse salate da pagare, da non riuscire a trovare la forza ed il tempo di reagire. Purtroppo, almeno all'inizio, con un blog difficilmente si pagano le bollette. Per cui spezzo una lancia a loro favore, ma allo stesso tempo li invito a cambiar vita e mentalità, ritrovando lo spirito e la lucidità giusta per interessarsene ed imparare magari a sfruttarne le potenzialità per accrescere il loro business.


E di quelli che invece sfruttano i blogger sotto pagandoli o che peggio non li retribuiscono?

Pian piano sto imparando a saper dire NO ai truffatori. Perché chi sotto paga, o peggio non lo fa affatto, qualsiasi onesto professionista, per me è solo un truffatore. Preferisco non continuare a parlarne, perché potrei risultare volgare nei confronti di questa categoria di persone.


Ritieni fare blogging un modo per sviluppare efficaci strategie di marketing?

Certamente! Bloggare non è tutto, anzi in realtà non deve essere tutto. Contestualmente alla redazione di un blog, a cui deve essere preceduta una profonda analisi di progetto, è necessario coordinare tutta una serie di strategie complementari, diversamente si rischia di scrivere a vuoto. Che senso avrebbe, infatti, scrivere tanto e bene senza ottenere mai risultati? E’ essenziale quindi applicare contestualmente e sinergicamente anche strategie S.E.O. e S.M.M., senza dimenticare l’importante analisi dei dati e dei feedback a cui bisogna dare seguito con opportune e continue correzioni. Acquisire un lead, infatti, grazie ad un blog (come ad un qualsiasi altro mezzo) non è mai la parte conclusiva del processo, ma è solo l’inizio.


A tuo avviso i contenuti formativi sono anch'essi parte di quelli efficaci/valore che si possono erogare con un blog?

Credo sia stato ampiamente spiegato nelle precedenti risposte che un blog, nel mio caso aziendale, deve formare ed informare secondo le regole del marketing: deve dare risposte concrete a domande concrete. Non può essere fine a se stesso, ma deve essere utile. Tuttavia comprendo che non tutti i blog sono così. Ad esempio un blog potrebbe essere utilizzato anche con lo scopo di intrattenere, di divertire e, come suggerito - ma si, dai! - anche emozionare. Ma non credo che ciò possa avvenire visti gli argomenti trattati dal mio blog.


Previsioni ed aspettative che nutri nei confronti del blogging?

Mi aspetto che mi aiuti a raggiungere una maggiore consapevolezza dei miei mezzi e di ciò che posso ancora fare per gli altri. Spero di poter ottenerne molte soddisfazioni sul piano lavorativo ma anche personale ed umano. Farò il possibile per divulgare il blogging ai miei attuali e futuri clienti. Che sia un virus che aiuti, concretamente, tutti a comunicare nel modo più limpido e chiaro possibile. Non lo voglio io, ma la “massa critica”. Per questo motivo il content marketing non è più un optional, ma ormai una necessità.
Concludo ringraziandoti ancora, Antonio, per l’opportunità offertami per farmi conoscere ancora di più e soprattutto meglio. E tanti auguri anche a te per la tua splendida attività di blogger!


CONCLUSIONI


Un bel pezzo di blogging non c'è che dire, ne convenite anche voi? A mio avviso Leonardo Cascio oltre ad avere tanta testa ci mette il cuore e questi sono i 2 aspetti preponderanti che ho sentito emergere dall'intervista. Una dote non affatto consuetudinaria ne a buon mercato, specie quando fa capo alla voglia di dare accompagnata da quella di fare sempre e comunque bene e con lo spirito Up!

Grazie per gli auguri Leonardo che contraccambio con immenso piacere e si ci incontriamo presto in qualche contenuto - 😉👌



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