Intervista a Rita Fortunato

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Intervista +Rita Fortunato web writer - blogger su: blogging, comunicazione, formazione, scrittura, copywriting, lettura, web writing.

L'insicurezza degli specialisti della scrittura mi conferma sempre una volta di più che razza di artisti siano gli scrittori. Poi sarà che mi ritrovo esattamente nei loro panni e non posso che provare empatia quando nel vano tentativo di confortarli sul lavoro svolto so benissimo di non essergli di aiuto alcuno.

Alla pari di un cane spaventato a cui non si deve dar carezze per tranquillizzarlo la mie parole alimentano in loro le insicurezze profonde che emergono con le relative paure che le accompagnano.

L'incertezza di aver usato una parola anziché un'altra fa parte di quel tira e molla che li rende degli eterni indecisi ma che poi porta anche a scrivere quei pezzi ispirati che spesso leggiamo.

Troppo spesso si pensa erroneamente che essi siano frutto dell'improvvisazione quasi istintiva che appartiene al talento di chi fa questo lavoro, ma non è affatto così.

La scelta certosina e misurata delle parole soppesate del valore intrinseco di cui sono cariche e portatrici sane, inducono l'autore ad una sorta di insicurezza cronica per non chiamarla forma ossessivo/compulsiva nel decidere di adottare poi degli schemi-modelli utili alla composizione artistica e tecnica della struttura ultima del testo.

E, pensate, tutto ciò per piacere esclusivamente a voi, i lettori. Ok anche un po' a sé stessi, è risaputo che siano anche un bel po' narcisisti.

Rita quando l'ho sentita non è stata da meno - in fatto di insicurezza -, inutile dirvi che già sorridevo prima che mi consegnasse le risposte. Come che le mie rassicurazioni al tempo fossero servite a poco o nulla.

Sintomo buono, dicevo tra me e me, significa che lavora alla grande e sta dando il meglio.

Credo che adesso spetti all'intervista rispondere in merito ai tormenti creativi di allora per farci vedere come si siano riversati nel contenuto che quest'oggi ha visto la luce e vi vado presentando.

Mentre in riferimento al "come" essi si siano risolti, lascio voi liberi di giudicare,

buona lettura, enjoy! 😉



Ciao Rita ti andrebbe di dirci di cosa ti occupi e cosa ami di più fare nel web?

Ciao, Antonio.
Mi occupo principalmente di libri, sono una lettrice onnivora e questa mia particolarità, se si può definire tale, è strettamente connessa e collegata a quello che faccio nel web, leggere e riportare quanto appreso su paroleombra.com


Le tue passioni c’entrano qualcosa con la decisione di aprire un blog?

Le mie passioni sono la spinta motrice per aggiornare il blog, ma hanno determinato in parte la decisione di aprirlo. La decisione effettiva è giunta solo dopo essermi confrontata con i miei amici reali e con le persone con le quali sono entrata in contatto attraverso Facebook.

🔵►Link suggerito: 'Pagina Facebook di Parole Ombra'

Mi serviva qualcosa che mi permettesse di riunire i frammenti di me e dei miei interessi oltre che per tracciare e definire un percorso personale che mi aiutasse a capire in che modo potevo essere utile, quali fossero le mie reali competenze e capacità e per acquisire maggiore fiducia e sicurezza in me stessa.


La lettura secondo Rita cos’è, e la scrittura?

Sono azioni. Risposta banale e scontata ma questo sono la lettura e la scrittura, azioni (interiori). Per me non è tanto importante capire che cosa sono la lettura e la scrittura ma perché non riesco a resistere all’impulso di fare entrambe le cose.

Secondo la mia modestissima opinione personale, leggere è aprirsi all’ignoto e la conseguenza di questa apertura è la scrittura.

Leggere è ricerca della conoscenza, scrivere è rielaborazione e analisi di quanto si è appreso. Quando riesco a far collimare le due azioni si crea un terreno neutro dove ogni cosa, pensiero o emozione si muove in perfetta sincronia fino a formare e incastrare tasselli che un attimo prima non erano altro che sensazioni indefinite o banalità. (E dire che non ho mai avuto una gran passione per i puzzle).


Sono entrambe due attività piuttosto probanti, che routine ti sei inventata per incastrarle assieme?

Per la verità non ho una vera e propria routine. Invidio le persone che si svegliano alle 5:00 di mattina e alle 6:00 sono già attaccate al PC per scrivere un blog post o un romanzo e che dedicano le ore serali alla lettura.

Io non riesco a seguire una tabella di marcia fissa, la definisco giorno per giorno. Di norma, scrivo di mattina e leggo nel pomeriggio ma non è insolito che inverta le due azioni o non ne esegua una per dedicarmi di più all’altra.

Non amo molto la parola routine e non sono molto propensa ad inventarla per incastrare delle attività che svolgo regolarmente e alle quali faccio fatica a rinunciare.


Credi che le letture che facciamo lascino una tracciatura, una sorta di immaginario a cui ricorrere per costruire la nostra personalità al pari di come è accaduto per la nostra generazione con le varie icone cinematografiche?

Ne sono fermamente convinta, se no non sarebbe nata l’iniziativa del Curriculum Del Lettore alla quale ti invito a partecipare. 😃

I libri e le letture sono stati i miei primi compagni di vita, mi hanno consigliato, confortato, sciolto dubbi e aiutata a formulare nuove domande. A volte, soprattutto in certe storie particolarmente coinvolgenti e profonde, ho quasi avuto la percezione di toccare l’anima dell’autore instaurando, nel processo di ricostruzione e di identificazione che si avvia in fase di lettura, un dialogo.

Un libro lascia una traccia nell’intimo del lettore e svolge il ruolo, molto forte e potente, di lasciare memoria di chi l’ha scritto.

Il discorso sulle icone cinematografiche mi lascia un po’ perplessa perché solo ora mi rendo conto che, malgrado abbia adorato determinati film e ci siano stati attori e celebrità che ho seguito per un certo tempo, non mi hanno segnato come i libri che ho letto.

Le pareti della mia camera erano vuote, non ricordo di aver mai avuto un poster di un personaggio famoso o di un’icona del cinema appeso sopra la testata del letto.
In compenso, mi scervellavo di continuo sul come creare nuovi spazi per i libri e collezionavo fogli su fogli dove disegnavo o appuntavo i titoli che volevo leggere.
Intervista rubrica Rita fortunato curriculum del lettore
www.paroleombra.com/category/curriculum-del-lettore


Parliamo di immaginario, quanto credi le letture abbiano contribuito ad edificare il tuo e quanto invece dipende esclusivamente dalla tua immaginazione-fantasia? In che proporzione la lettura ha influito su di esso?

Purtroppo non saprei darti una risposta precisa. Spesso mi sorge un pensiero, una riflessione particolare e, allo stesso tempo, ho come il dubbio di averlo letto da qualche parte. La lettura ha di certo influito molto sul mio immaginario, sul mio modo di vedere e di pensare, sulla mia personalità e, nella maggioranza dei casi, ho la tendenza a preferire il libro alle persone perché offre una zona franca entro cui rifugiarmi e/o isolarmi.

Non faccio come la metafora dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia, è che trovo più semplice osservare la realtà descritta nei libri perché posso trovare con tutta la calma un senso di lettura da seguire e/o approfondire. La mia fantasia/immaginario sono composto e si basano sulla lettura e questa, più che influenzarmi, ha costruito e alimentato un processo creativo che non nasce mai dal nulla anche se sembra determinato dal caso.


Il blogging secondo Rita?

All'inizio avevo una visione anacronista del blogging e gestivo il mio tenendo ben presente la sua origine e funzione di diario virtuale dove appuntare pensieri e letture e, tutto sommato, il blogging nella sua essenza è una forma diaristica di comunicazione.

Tempo fa mi ha colpito un’affermazione di +Salvatore Russo il quale, dopo aver specificato che il blogger è un esperto di comunicazione, ha aggiunto che il suo compito è quello di semplificare le informazioni, amplificare le emozioni e di attivare delle riflessioni.

Io non mi ritengo un’esperta di comunicazione ma l’attività di blogging mi obbliga ad occuparmene e mi insegna a comunicare le informazioni, le riflessioni e le emozioni che provo dopo aver letto un libro o partecipato a un evento.

In parole povere, la spiegazione di Salvatore collima con la mia idea di blogging e, presumo, con l’opinione di tutti quelli che decidono di mettersi in gioco in questa forma di comunicazione.

Io aggiungerei solo che il blogging è narrazione, studio, approfondimento e intrattenimento inteso non come forma di divertimento ma come luogo in cui sostare, per ricaricarsi e osservare più attentamente elementi in movimento.
Un luogo di sospensione del giudizio e di attivazione di collegamenti trasversali come quelli che ho cercato di effettuare comparando libri (Momo di Michael Ende, Momus di Leon Battista Alberti o Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello) con il mondo del web e dei social.


Un figura iconoclasta a tuo modo di vedere potrà mai esistere nel blogging?

Hai usato un termine molto specifico e molto complesso perché determina azioni estreme, l’adorazione e la venerazione di immagini che riproducono personalità che per una serie di motivi hanno assunto il ruolo di simbolo (icona).

Un conto è seguire una persona che ha costruito un’immagine per veicolare le proprie competenze (io vedo con chi o che cosa ho a che fare) e un conto è venerare una persona per quello che ispira o rappresenta senza verificarne la natura (obbedire a un’immagine senza discutere sul contenuto perché, a prescindere, veicola una verità assoluta e incontrovertibile).

Non lo so, al momento non sento il termine iconoclasta e blogging fra loro affini e complementari (anche se viviamo in un contesto dove facciamo esperienza soprattutto per mezzo di immagini) ma questo non vuol dire che non possa o non potrà esistere una figura che li racchiuda entrambi.


Ancora, secondo te, il blogging, potrà divenire un ambito di interesse ai fini di fare business come le tanto osannate StartUp e quindi di chi vuole fare innovazione?

Per me il blogging è un’attività capace di incanalare competenze e saperi in uno spazio ben definito, costruito su misura della persona che lo gestisce e che si pone come intermediario tra offline, online e tecniche di comunicazione. Si tratta di un mezzo come un altro per farsi conoscere, stringere relazioni, imparare cose nuove e anche per raggiungere il fine che hai delineato nella domanda la quale, essendo chiusa, mi obbliga a rispondere con un sì o con un no.

La risposta finale? Sì, il blogging può benissimo diventare un ambito di interesse ai fini di fare business.

Per quanto riguarda le StartUp e la parola innovazione, sarebbe da fare un discorso a parte strutturato su altre domande - cosa sono le Start Up (alla fine)? Che cosa si intende per innovazione? - e capire perché ci si vuole muovere in quella direzione e cosa si vuole ottenere (a parte la ricchezza materiale).


Quanto a tuo modo di vedere la scrittura  aiuta ad uscire dai ruoli che recitiamo quotidianamente nella vita e quanto ad interpretarne altrettanti?

Parecchio. Solo che per me la scrittura è un modo di essere e non essere. Un mezzo per far emergere lati e aspetti di una personalità che si tende a nascondere o negare. Credo che chi scrive abbia la bella capacità di estraniarsi e non farsi condizionare dal ruolo che interpreta a casa, sul lavoro, con gli amici e a non identificarsi in quello che produce anche se chi legge sente il bisogno di dare un’etichetta, un’immagine personale alla figura dello scrittore. Pirandello lo spiegherebbe meglio. E i filosofi greci, anche. 😊


La fantasia ha origine con la lettura, si alimenta attraverso di essa o invece trattasi di una dote-attitudine innata?

Difficile dare una definizione precisa di fantasia però questa domanda mi ha fatto venire in mente dei giochi rompicapo sui quali mi ero bloccata e una conversazione che si è svolta con chi li costruiva e vendeva. Notando la mia difficoltà, l’artigiano mi ha spiegato che non riuscivo a trovare la soluzione perché pensavo troppo mentre i bambini, privi degli schemi mentali degli adulti, andavano avanti come treni.

Credo che la fantasia sia una dote o attitudine innata che va a colmare quello che si sente come una mancanza determinata dall’assenza o povertà di esperienza. La lettura può soffocarla come alimentarla. Nel secondo (felice) caso la fantasia si mantiene e diventa efficace quando è guidata dall’approccio creativo, concreto e progettuale. Per questo fantasia e creatività, pur essendo complementari, non sono la stessa cosa.


Scrivere è un’attitudine o una pratica che matura e si migliora con l’esercizio? O entrambe le cose?

Scrivere è un’attitudine e una pratica che matura e si migliora con l’esercizio costante, come in tutte le cose. Non si diventa scrittori, artigiani, muratori, qualsiasi cosa senza la pratica costante e prolungata nel tempo di un’attività che il singolo sceglie di fare per vivere, lavorare o trovare un proprio posto nel mondo.


Il peggior nemico della buona scrittura web secondo te qual è?

La paura di sbagliare, l’eccesso di perfezionismo e il non avere la possibilità di correggere e correggersi.


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Possibile far coincidere la scrittura creativa con quella web?

Se scrivi per il web hai anche un approccio creativo alla scrittura. A farle coincidere sarà sempre l’essere umano, la persona e non la macchina.


Blogging è anche per te passione o un’attività meramente funzionale alla tua figura professionale?

Il blogging è e sarà sempre e soprattutto passione, voglia di mettersi in gioco, di sperimentare e imparare sempre nuovi modi di comunicare e relazionarsi. Renderla un’attività meramente funzionale a una figura professionale mi sembra un po’ riduttivo perché ti porta a fissare dei limiti da raggiungere togliendo gli stimoli necessari per superarli (o spostarli un po’ più in avanti).


Ritieni il blog anche uno strumento-media adatto idoneo a fare formazione?

Sì, anzi, sono sempre più convinta che il blog permetta di fare non solo formazione rivolta a chi legge ma è molto utile anche per aggiornare e migliorare le competenze di chi scrive.


La Rita Fortunato blogger cosa chiede a se’ stessa - ecco, adesso, mi sento un po’ Marzullo de’ noantri - per i contenuti che scriverà in futuro per fare blogging?

A me stessa chiedo di non perdere l’entusiasmo, la determinazione e la costanza nel creare contenuti approfonditi, capaci di avvicinare le persone alla lettura e alla riflessione.

Spesso mi sono sentita dire che la vita non è nei libri, che leggere non serve a nulla, che è una perdita di tempo e una noia infinita e a me questo dispiace perché un libro, per me, non è niente di tutto questo ma molto, molto di più.



CONCLUSIONI


Una bellissima intervista direi, non trovate anche voi? Ricca a tal punto di spunti e contenuti da chiudere il cerchio da sola.

Nient'altro da aggiungere, e come potrei, quando ce n'è abbastanza da mandarvi in overdose di parole?

La mia frase-metadone è solo la consuetudinaria conclusione che va a fare da ringraziamento per il tempo che ti ho sottratto, cara Rita Fortunato, il valore implicitamente generato nel web e l'occasione formativa offerta e profusa, al contempo, agli affezionati lettori del Antonio Luciano blog.

Altro che Parole ed Ombra, quest'ultima deriva solo dalla tanta luce che riflettono le prime!!

Ah invito accettato, e molto volentieri, la tua è un'iniziativa bellissima! 😉👌


Sei soddisfatto 
a metà
se vai via
😍senza😘
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