Content curation tossica come prevenirla, curarla, evitarla

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Avete presente quella frase celebre da blogger che vi dice: "Trovate dei professionisti seri e capaci, seguiteli e imparate da loro. Siate spugne e poi fate uscire la vostra voce...?"
Ecco è una cazzata. 😒


Dopo 5 anni di blogging se c'è una cosa che ho imparato è che se apri un blog l'errore più GRAVE che puoi commettere è emulare altri blogger specialisti e pensare di fare uguale.

O meglio far da cavia per chi ha intenzione di sfruttarti al solo scopo del proprio torna conto personale. 😤

Ma tu vuoi diventare un blogger mica un parassita, nevvero?

Presente quelle zecche che ti si attaccano fino a succhiare tutta l'energia vitale per poi abbandonarti una volta che ti hanno fatto secco?

Ecco faccio riferimento proprio a loro in un senso più ampio che ora restringo per aiutarti a capire meglio. Quando fai il blogger - copywriter online ti renderai conto che ad un certo punto della tua permanenza online, dopo qualche migliaio di post scritti circa, ti si avvicinano tutta una serie di follower.

Senza elencarli tutti sappi che una parte di loro mira ad una cosa solamente: rubarti il mestiere.

La rimanente a farti perdere tempo.


L'unica content curation che non cura ma uccide

Sono esseri striscianti subdoli e scorretti da non sottovalutare assolutamente, abili nel saperti adulare, compiacerti, che si insinuano nelle pieghe del tuo animo con in visione un solo obiettivo, prendere il tuo posto.

Non hanno in prospettiva l'obiettivo di maturare una professionalità propria - anche se lo sostengono fermamente - ma di fare propria la vostra, fottervi per prendersi il vostro posto.

Un sogno bagnato non c'è che dire... peccato che poi si sveglino tutti sudati.

La giusta fine se ci pensate, per chi non merita alcunché. Specie per degli stronzi che scambiano la vostra onestà/altruismo per stupidità.

Una bieca strategia di blogging

Per avvicinare la vittima, tali pseudo blogger si inventano tutta una serie di espedienti, dall'intervista come pegno ricattatorio al fine di ricopiare la gran parte dei contenuti che scriverete in futuro, alle collaborazioni, i casi umani, le tragedie familiari, le storie strappalacrime, ecc.

La disonestà li accomuna tutti però al di sotto di una sola voce che, appunto, meglio non potrebbe definirli, l'incompetenza. Ma non sottovaluterei mai e poi mai l'invidia che li brucia come una bile dal di dentro infarcita com'è da un agglomerato di complessi di inferiorità che ne fanno un mix altamente tossico e letale.

Difficile sviluppare anticorpi ad un tale veleno.

Content curation, la sindrome della crocerossina ed il blogger fetente

Perciò non ti sarà difficile identificarli. Mentre invece quel che mi preme consigliarti e di non dare ascolto a quella sindrome da crocerossina da cui sei perennemente afflitto.

Altrimenti diverrai facile vittima di questi predatori che si aggirano nei rivoli oscuri del Web.

Credimi ciò che ti ho suggerito non ha a che fare con del bieco storytelling aziendale - non ho bisogno di queste stronzate, antonioluciano.io ha ben altri numeri da giocarsi - ma con il mio percorso professionale. Vero, autentico, originale, facilmente distinguibile.

La speranza è ripulire la spazzatura, l'obiettivo è invece centrare la propria strada per evitare che tali condotte parassitarie possano, invece, penalizzare il nostro operato.

Che ricordo per essere originale è sempre frutto di sangue, fatica, lacrime e sudore, e di tante ore spese chini sul computer a capire come cazzo fare per conseguire un risultato nel mentre tanti altri copiano o hanno la pappa già scodellata.

La cura per la content curation tossica e malevola

Una soluzione? Puntare sull'esclusività. L'unicità deve diventare il vostro fedele marchio di fabbrica. Così facendo copiare si fa sempre più difficile. 

Nel blogging si tratta comunque di un processo in divenire. E questa è una fortuna perché già si fa selezione.
Infine anche se è brutto da dirsi prestate molta attenzione alle persone che avvicinate sul web, perché online c'è la stessa quantità di fetenti della vita di tutti i giorni offline.


Quindi ocho mi raccomando!! Vuoi qualche altro suggerimento?

 CONTATTAMI pure. 😉

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