Lavoro del Copywriter Freelance, com'è?

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Com'è il lavoro del copywriter, copyblogger freelance?




Certo non come quello del web content writer, lo scribacchino convertito dal offline al online che lavora su commissione e fa maturare le proprie idee da una richiesta esterna, che proviene dalla volontà altrui.

Niente da biasimare, il web writer l'ho fatto a lungo anch'io anche se sempre e solo con un obiettivo chiaro in mente, migliorare la mia scrittura.

Peccato che sullo sfondo ho lasciato sfocarsi tutto ciò che mi stava accadendo e che presto si sarebbe rivelato come un mega conto da pagare a mie spese, vedi collaborazioni a senso unico, cooperazioni infruttifere e mal affari vari.

L'unica discriminante di allora era l'ingenuità e la poca esperienza, tuttavia percepivo che si trattava di una frase transitoria.

Ma non ho niente da recriminarmi lo stesso, all'orizzonte vedevo e tenevo ben chiaro l'unico scopo che avevo, diventare un Copyblogger freelance tra i migliori in circolazione, più richiesti che potesse stare sulle proprie gambe, con spina dorsale senza dipendere da nessuno e nel frattempo tenevo duro.

Dovevo apprendere a scrivere anche per temi a me scomodi, imparare a sviluppare strategie di content marketing sperimentando con blog i cui ranking fossero più alti del mio, insomma farmi le ossa prima di dedicarmi esclusivamente a me stesso e per farlo necessitavo solo di una cosa: fare esperienza!

Saranno gli altri a contattarmi se hanno bisogno, finito l'apprendistato e non più viceversa mi sono ripetuto a lungo mentre con lungimiranza mista a speranza ero intento a costruire la mia carriera nonché reputazione online.

Differenza lavoro tra copywriter freelance e copyblogger dipendente

Tutt'altro mestiere svolge il copywriter freelance il cui lavoro è sempre teso tra slanci creativi e continue messe in discussione del proprio operato e dei risultati che deve conseguire per essere richiesto oltre a risultare appetibile in un mercato altamente concorrenziale.

E' bene ricordare la differenza fisica che passa per il medesimo specialista che svolge il proprio lavoro in agenzia, sottoposto in azienda o dipendente ed il freelance che lo fa esclusivamente online da casa.

Quest'ultimo deve raggiunger la clientela con i suoi mezzi ed attraverso il web mentre il dipendente in agenzia sono le persone che si recano sul posto di laovoro per richiedere i suoi servizi/prestazioni.

Il copyblogger infrange così la prima legge del marketing dove chi cerca è perché ha bisogno, viceversa il copywriter che lavora in agenzia la onora proprio perché richiesto, ricercato dalla committenza.

Ne conseguono così vari comportamenti esotici e poco rispettosi nei confronti del copy specialista che lavora da casa il quale se non sviluppa una strategia d'attacco e difesa valida affida le proprie ambizioni professionali ed i bisogni di fatturare alla speranza, e si sa, chi visse sperando che fine faccia.

Cosa distingue un Copywriter freelance da un web writer sottoposto?

Inventiva e creatività del tutto differente contraddistinguono l'attività quotidiana tra un web content writer, un dipendente di un'agenzia o di un'azienda ed un copyblogger freelance.

Assai differente è l'impegno, la dedizione e le capacità imprenditoriali di un freelance, perché un freelance è imprenditore di se stesso.

Se non si entra in questo stato mentale, prospettiva è inutile avviare un'attività online di servizi di copyblogging.

Confessioni di un Copywriter Freelance, lavoro tra tormenti e slanci creativi 

Il carico di lavoro del Copyblogger freelance imprenditore è decisamente più probante/ stressante, è un altalenante stato d'essere che alterna fasi creative grossomodo febbrili a crisi con continue messe in discussione del lavoro pregresso ed i risultati raggiunti contraddistinti da tormenti che perdurano sino al superamento dei blocchi creativi i quali ogni santa volta si risolvono in una fase di crescita ed una nuova verve professionale rinata.

Ovviamente fino a quando non subentra la prossima crisi in un susseguirsi continuo ciclo di nascita, vita, morte, rinascita.

Il copyblogger freeelance deve gestire la propria presenza online sino a farla diventare un magnete cattura ingaggi, impazzire ogni sera per capire come caxo fare per raggiungere un livello di esclusività tale da fare la differenza, essere il prescelto rispetto alla concorrenza.

Quando la raggiunge non deve sedersi sugli allori ma rinnovarsi per rendere la propria attività web sempre appetibile ed altamente concorrenziale, quindi richiesta.

O così o si è fuori!

Coloro che millantano altre doti non si sono mai procacciati il lavoro ed hanno più santi in paradiso che eroi, non emulano ma fottono il lavoro altrui.

Ah ricordo che lo strumento principe per fare tutto ciò è sempre uno solo, uno solamente: il blog.

La tecnica fa il copy?

Vuoi diventare un copyblogger? 

Ebbene lascia perdere i venditori di ciance, quelli che sostengono che prima di scrivere contenuti pensano a centrare l'interesse dei lettori, fautori della tecnica si spacciano per manipolatori dell'attenzione e dell'interesse attraverso il copyblogging.

I contenuti sono e saranno sempre un lavoro di approssimazione com'è la semantica della mente umana, imprevedibile, incostante e creativa.

Però, si c'è un megagalattico però, i dati possono aiutare eccome a diventare più efficaci, ad affinare il proprio intervento sui processi e le strategie che attui per fare content marketing, è un dato di fatto innegabile che le cose stanno così.

Non funzionano invece quando è la tecnica è a prevalere a svantaggio delle capacità semantiche, chi sostiene il contrario è un negato che occupa una posizione lavorativa che non gli compete.

Quindi entrambi gli aspetti vanno curati, tecnica e semantica vanno a braccetto l'una non esclude l'altra ma se di una sudditanza bisogna parlare, di un ordine gerarchico prima viene la capacità di scrivere contenuti poi segue la tecnica seppur senza quest'ultima il testo rimane una sorta di bozza primordiale non adatta al web.

Detto altrimenti, spiacenti la tecnica non salva il copyblogger dall'incompetenza ma essere non dico eruditi ma almeno colti, istruiti.

CONCLUSIONI

Abbiamo visto insieme cosa vuol dire cimentarsi con il copyblogging da specialista freelance che lavora da casa.

Il suo unico mezzo per procurarsi il lavoro è il web, lo strumento il blog.

Non ha un luogo fisico dove ricevere i clienti o meglio dove sono quest'ultimi a raggiungerlo per richiedere i prodotti servizi che eroga online.

Da quest svantaggio geografico ne deriva una continua messa in discussione del proprio operato se gli ingaggi non arrivano e per trovare un modo perché essi avvengano.

Ciò comporta una continua ricalibrazione degli obiettivi, una messa a fuoco ed una revisione della operatività in questo senso.

Una messa in crisi spesse volte persino totale.

Tutto verte a capire come fare a lavorar attraverso il web mentre gli altri in agenzia o in azienda si preoccupano solo del lavoro da svolgere per percepire lo stipendio a fine mese.

Pe queste ragioni suggerisco di approcciarsi a questo mestiere solo se si ha la stoffa ed il DNA della persona creativa altrimenti meglio fare la scelta opposta, sicuramente!





Contenuto citato nel Podcast, LINK: 'Ascesa-declino di Nicolas Winding Refn documentario girato dalla moglie.'


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